Coltura biologica
Qualità a partire dalla vite. La famiglia Cavallotto è sempre stata molto attenta alla cure dei vigneti ed alle tecniche di lavorazione del terreno. Le pratiche innovative non sono mai mancate. L'approfondita analisi del terreno, della superficie e della posizione delle vigne ha permesso di eseguire interventi fin dagli anni '70. Olivio e Gildo hanno introdotto per primi in quel periodo l'inerbimento totale controllato, che permette di mantenere equilibrata la dotazione di sostanze organiche presenti nel suolo e un maggior controllo in superficie dove la vite resta più areata e idratata. Questa tecnica introdotta dai Cavallotto ha distinto ancora di più il Bricco Boschis e la coltura del Barolo.
Negli anni si è sempre prediletta una potatura a poche gemme per pianta, una sfogliatura e un diradamento dei grappoli fin dal mese di luglio: la “vendemmia verde”, una fase di selezione che porta la vite a nutrire al meglio i suoi frutti che possono godere di più dell'irradiamento solare.
La vite cresce e produce inserita in un equilibrio naturale: questa intuizione ha permesso alla famiglia Cavallotto di adottare un'azione di controllo dei parassiti che attaccano la pianta, nel rispetto dell'ambiente e della salute.
Gli insetti nocivi alla coltura della vite vengono eliminati senza fare uso di insetticidi fin dal 1976. Con l'introduzione di fitoseidi (acari), predatori innocui per i vigneti, da oltre trent'anni si vince la battaglia contro parassiti quali il ragnetto rosso. La vite viene trattata solo con prodotti naturali: il rame, per debellare la peronospera della vite, e lo zolfo naturale di cava estratto in Sicilia, contro l'oidio.
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